domenica 11 ottobre 2015

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3 commenti:

CREPASCOLO ha detto...

Pinocchio il Misantropo non si chiamava Pinocchio e tutto sommato l'umanità non gli spiaceva a patto che non facesse tutto quel rumore quando passava davanti alla sua porta chiusa all'ultimo piano di una azienda che, come tante, faceva qualcosa di indispensabile nel terziario avanzato, roba di cui nessuno sapeva esattamente identificare la natura o la reale importanza di fronte alla entropìa inarrestabile. Forse produceva temperamatite elettrici silenziosi e fosforescenti x cartooonists che lavorano dopo il crepuscolo senza accendere la luce.
La Pinocchio Unlimited era una paperless company e nessuno si azzardava a stampare oltre il consentito, oltre il necessario, oltre la decenza. Era dopo il crepuscolo e Pinocchio girava x i corridoi ormai vuoti puntando il suo nasone a trivella in ogni direzione, curvo e nervoso come un Ugolino nella penombra. Era a caccia di un caricabatterie x il suo cellulare affamato, ma incappò in un foglietto su cui un Anonimo Dipendente aveva disegnato una strisca a fumetti di poche vignette con un burattino di legno che si tempera il naso a trivella in un temperamatite elettrico. Pinocchio il Misantropo non riusciva a concepire che qualcuno sprecasse la sua carta in quel modo e preso dal furore si mise a correre in direzione del suo ufficio, inciampando in un cestino fuori posto e cadendo all'indietro contro lo spigolo di una scrivania che impresse la sua forma nella sua zucca di legno. Perse conoscenza e sognò i suoi anonimi dipendenti che cadevano siccome fogli di carta nel vento mentre li lanciava,sorridente,dalla finestra del suo ufficio. Continuò a sorridere x anni nel posto immerso nel verde dove si decise di portarlo xchè si riposasse. Nessuno dei suoi anonimi eccetera andò mai a trovarlo, nemmeno nelle feste.

MARCO CORONA ha detto...

orpo

CREPASCOLO ha detto...
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